Immaginate di andare a lavorare e non trovare più niente. Tutto sparito. Mentre siete comprensibilmente sotto shock e cercate di raccapezzarvi, dei tizi che conoscete di sfuggita vi mandano sms chiedendovi pure delle spiegazioni, perchè essendo, poniamo, caporeparto non potevate non sapere.
La situazione è più o meno questa. Io non potevo non sapere e secondo questa teoria avrei il dovere di fornire una motivazione. Capito? Io, secondo questi ascoltatori devo dire perchè non c'è più radio Milan Inter e non gli editori.
Partendo da questo assunto, ai confini del paradosso, darò al massimo qualche dato oggettivo, incontrovertibile perchè la verità vera non mi sembra interessi molto. Se dicessi qualcosa, dietro una tastiera ho imparato che c'è sempre chi sale sul palco, ruba il microfono e urla:"non è possibile! la verità non può essere solo questa, non ce la racconta giusta...!". E allora a chi giova?
Vediamo però di puntualizzare
A) Radio Milaninter ha chiuso dopo due anni e mezzo perchè Elemedia, società che cura gli interessi del Gruppo l'Espresso, ha rilevato le frequenze, tutte, di radio Milaninter con un offerta fatta, a quanto pare già intorno a febbraio. Un offerta molto alta di 4,5 di euro.
A una voce che mi è arrivata intorno ai primi di Maggio ho chiesto all'editore se tale informazione (che nel mondo radiofonico è frequente) fosse corrispondente al vero.
Risposta: no, nel modo più assoluto, anzi...gli piacerebbe...no, no, stai tranquillo.
B) Se centomila ascoltatori "racimolassero" con la forma dell'azionariato popolare addirittura dieci milioni di euro (vorrebbe dire 100 euro a testa) non potrebbero acquistare niente. questo perchè non ci sarebbe chi la vende. Il gruppo Espresso ha fatto una forte offerta sui 91.700 solo e soltanto perchè era in vendita. Se avesse fatto un offerta identica ad un altra emittente milanese non avrebbe ottenuto una risposta positiva. In linea teorica.
C) Un tizio è convinto che le frequenze siano state vendute perchè avrei fatto piazza pulita di Tifoselli, alias Luca Galliati, ex responsabile della radio. Niente di più falso. Luca è un ottimo professionista con il quale ho collaborato in altre occasioni e soprattutto per amicizia. Se questa persona si fosse informata meglio, magari direttamente sul suo sito avrebbe avuto la risposta dall'interessato.
D) L'editore ha fatto un ottimo affare dal suo punto di vista. ha comprato una frequenza a una cifra e l'ha rivenduta al doppio. Se la radio fosse andata male avrebbe dovuto svenderla...
Casomai quello che ha lasciato tutti allucinati è la modalità: la comunicazione di questa chiusura, in pieno stile anni 70, quando si chiudevano le fabbriche senza comunicarlo agli operai, è avvenuta alle 11-05 del 14 agosto. Prima di quella telefonata l'editore aveva tentato di contattarmi dalle 09-27 con 4 chiamate. Più una di Micheletti che nel frattempo era stato informato.
E) Il ciclo di una radio e il giudizio che si può dare di essa, come valore patrimoniale in prospettiva, va fatto dopo tre anni considerando i costi di gestione, gli ascolti e le entrate pubblicitarie. Pur non essendo arrivati nemmeno a due anni e mezzo la Arcus aveva finalmente raggiunto l'obiettivo minimo per la raccolta pubblicitaria, con margini di crescita, mi confermano, molto ampi. Senza aver fatto (tranne in un occasione) comunicazione del proprio marchio attraverso i media. Attraverso il tam tam i risultati arrivano comunque (forse) ma molto più lentamente.
Non è tutto, anzi. Ci sono decine di cose che potrebbero essere dette. Ci sono persone che farebbero meglio a dire certe cose motivandole con cognizione e non per sentito dire e di persona invece di dirle sotto forma di nick, con tono accusatorio e infamante.
Organizzare una serata dove si possa parlare faccia a faccia, adesso si.